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Storia della PNL: la Prima Collaborazione

Seconda parte della storia della PNL: l'inizio della collaborazione tra Bandler e Grinder e i loro primi esperimenti.


L'incontro


Grinder racconta della sua prima collaborazione con Bandler nel suo libro Whispering in the Wind, e in particolare degli avvenimenti che possono essere considerati il vero inizio di quella che poi sarebbe diventata la PNL.


Mentre era docente presso l'Università della California, a Santa Cruz, bussarono alla sua porta una sera di primavera nei primi anni '70. Era uno studente del quarto anno, Richard Bandler: non era una visita strana, perché il college era stato organizzato come una struttura dove studenti e docenti studiavano e vivevano in un ambiente condiviso.


I due si erano conosciuti alcuni mesi prima a un gruppo di lavoro dove Grinder aveva fatto da supervisore accademico. Avevano subito legato, capendo presto di avere molti tratti in comune, ma poi i contatti tra i due, pur amichevoli, non avevano fatto presagire nulla sulla futura e rivoluzionaria collaborazione che sarebbe nata. Si erano limitati a fare qualche manifestazione di protesta contro la guerra in Vietnam, qualche attività di lotta al sistema e qualche "assaggio delle erbe locali di Santa Cruz".


Il Gruppo Gestalt


Quella sera Bandler continuava, come suo solito, a passare da un argomento all'altro senza specificare il motivo della sua visita, e dopo 20 minuti si alzò e fece per andarsene. Solo alla porta, mostrano una inconsueta timidezza, chiede esitante a Grinder se poteva accompagnarlo in un posto. Spiegò che lui e il suo amico Frank Pucelick avevano organizzato un gruppo di terapia Gestalt e voleva invitare Grinder a partecipare. 

Grinder era divertito ma rifiutò, non volendo fare terapia di nessun tipo. Anzi, secondo lui la terapia era un mezzo per abituare le persone ad aggiustarsi a un contesto dove venivano sfruttate; da bravo rivoluzionario era quindi un'attività molto dannosa. Disse che aiutare le persone ad abituarsi ad un sistema iniquo aveva l'effetto di ridurre il potenziale rivoluzionario, e rimase a casa.


Bandler era testardo, e continuò a ripetere l'invito varie volte per settimane finché Grinder gli chiese che cosa sperava di ottenere dalla sua presenza.

Pian piano emerse che Bandler lo aveva ascoltato con attenzione mentre spiegava in classe il rapporto tra il linguaggio naturale e la struttura della mente umana. Era frustrato perchè lui e il suo amico erano eccellenti terapeuti Gestalt, ma non riuscivano a spiegare ad altri il loro metodo. Il loro scopo era appunto diventare capaci di insegnare le tecniche, e pensava che Grinder poteva aiutarli a descrivere quello che stavano facendo.

Ecco quindi il vero motivo di questi ripetuti inviti.


A quel punto Grinder accettò, e già dalla prima sera rimase affascinato. Frank e Richard utilizzavano metodi strani e a volte ridicoli da vedere, ma sembravano riuscire a provocare risultati profondi e duraturi nei loro assistiti, liberandoli dai limiti che si erano autoimposti. Il loro lavoro era eccellente e addirittura, come emerse da un confronto successivo, più efficiente di quello della persona che stavano imitando, Fritz Perls. Decise quindi di aiutarli a rendere esplicite le loro competenze, in modo che altre persone potessero impararle.


Il modellamento


Il metodo che voleva seguire avrebbe avuto due fasi. Prima avrebbe imparato quello che stavano facendo finchè non avessero visto che era diventato all'incirca bravo quanto loro, raggiungendo una qualità ed una efficacia simili in intervalli di tempo simili. Poi, esaminando quello che aveva imparato intuitivamente e usando le sue osservazioni su Frank e Richard avrebbe cominciato a esplicitare una rappresentazione formale che avrebbero potuto insegnare. Il risultato della seconda fase sarebbe diventato il meta-modello, il primo del modelli PNL.


Venne fondato il gruppo dei Miracoli Ripetuti: il lunedì sera Bandler e Pucelick avrebbero usato i loro pattern, e gioved' sera Grinder avrebbe provato a riprodurre i loro risultati, che ai soggetti servissero oppute no. Anche se l'etica di un simile approccio era un pò instabile, il gruppo servì al suo scopo e Grinder imparò le tecniche. Prima di arrivare alla seconda fase Grinder cominciò a girare l'Est dell'Africa per conto dell'Università, per studiare le lingue KiSwahili; Bandler era in Canada per dei seminari con Virginia Satir.


Quando Bandler e Grinder si incontrarono di nuovo Bandler disse subito di aver un nuovo, eccitante inseme di pattern, quelli di Virginia Satir. Voleva ora usare la stessa strategia usata per quelli di Perls per fare un modello della Satir: Grinder, coinvolto dall'entusiasmo del suo amico, acconsentì. Grazie al loro rapport profondo e al lavoro fatto in precedenza il nuovo progetto fu molto più veloce e videro presto come i due approcci avessero molte aree di sovrapposizione.

Decisero di scrivere un libro, La Struttura Della Magia, in cui avrebbero reso espliciti i pattern di Perls e della Satir, e li avrebbero raggruppati in un unico modello.


La sperimentazione e il meta-modello


Per confermare la loro tesi spesero mesi, anche con Frank Pucelick, usando di volta in volta solo i pattern che volevano sperimentare ed esplicitare. Dopo un pò di incontravano, mettevano a confronto i risultati e poi sceglievano una nuova combinazione di pattern e continuavano a sperimentare. Si accorsero che la loro reputazione, e ancor di più il loro uso inconscio di segnali non verbali, influenzava i soggetti delle loro prove e rendeva più difficile capire il vero impatto dei pattern verbali.

Per superare il problema cominciarono a mettere barriere tra loro e i soggetti: arrivarono a rimanere in stanze diverse e a mandare al loro posto degli studenti attentamente istruiti a dire solo certe frasi. Gli studenti tornavano poi a riferire i risultati e ricevevano nuove istruzioni per ulteriori interventi.


Dopo mesi di intensa attività venne definito con precisione il meta-modello.


Tratto da: Whispering in the Wind

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