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Differenze tra Coach e Coach PNL, secondo John Grinder

Che cosa distingue un Coach PNL Nuovo Codice dagli altri coach? Quali frecce ha nella sua faretra, e su quali punti di forza può contare.

John Grinder risponde a queste domande in questa intervista con Andrea Frausin.


Quali sono le differenze tra un Coach e un Coach PNL Nuovo Codice ben formato?


Rispondiamo a questa domanda con un estratto dell'intervista fatta da Andrea Frausin a John Grinder a Trieste a novembre 2008.

La traduzione, a cura dello stesso Andrea Frausin, ha cercato di rimanere il più possibile fedele a quanto detto da John Grinder durante l'intervista stessa.

Il neretto è ad opera di Andrea Frausin.


Andrea Frausin:


"Quali sono le differenze tra un Coach e un Coach in PNL Nuovo Codice ben formato?"


John Grinder:


"Notte e giorno …


Lasciami essere un po’ imparziale nella mia risposta …


Ho avuto un accesso molto limitato al coaching al di fuori della PNL, quello che ho letto, quello di cui sono stato testimone negli esempi che ho potuto osservare è che c’è molto poca sensibilità per,


numero 1, una acutezza sensoriale … il cliente può offrire in modo continuativo migliaia di segnali non verbali ma un Coach non formato in PNL ha un programma che sta seguendo, sta per inserire la persona nella categoria di cui ha bisogno per sapere cosa fare dopo, ignorando la parte più importante della comunicazione dal mio punto di vista, che è costituita dai segnali inconsci, fisiologici, la voce, ecc., … questa è una profonda differenza.


Una seconda profonda differenza per me è l’inabilità o la non volontà - non sono sicuro quale delle due - di fare una distinzione tra quello che il coach crede, ciò a cui dà valore e ciò che percepisce e quello che il cliente può percepire, dare valore e desidera fare. Se non fai questo tipo di distinzione allora, per quello che posso dire, stai semplicemente imponendo … stai clonando te stesso, stai rispondendo alle domande e guidando il cliente, nel coaching non PNL, verso la direzione di diventare sempre di più come te perché stai rispondendo alla domanda “cosa farei io se fossi in quella situazione”


Non sei in quella situazione e non sei l’altra persona, e non lo sarai mai, e a meno che non sai chiaramente questo e quindi fai una distinzione tra imposizione di contenuto (percezioni, valori e credenze) e la creazione di un processo nel quale il cliente diventa competente, per continuare …, perché il cambiamento non è mai finito, ogni cambiamento apre la porta a nuovi insiemi di possibilità, … e congelare il processo, che è quello che accade, per quello che posso dire, nel coaching standard, e agire come se avessi avuto successo e tutto è stato ottimizzato è probabilmente la più grande barzelletta di cui sono a conoscenza.


Ho anche un altro tipo di risposta. Se qualcuno viene da me e dice “Sono un maestro del modello PNL”, gli dico “quale modello?” e mi risponde “questo” e io gli dico “mostrami”

non mi importa se può descrivermi cosa fa fino a quando può farlo brillantemente. 

E allora mentre questo accade, ci sono realmente due cose che voglio sapere:


1.    Può (la persona, il coach) fare auto-applicazione con successo, coerentemente e in modo affidabile? Non dico che deve, insisto su una dimostrazione che è capace di farlo, quindi è una sua scelta (se fare auto-applicazione o meno). Una volta che ha la scelta …


Ricorda: l’unica, la sola giustificazione per qualsiasi delle applicazioni dei modelli della PNL è la creazione di scelta, punto.


E quindi se questa persona sceglie di non applicare a se stessa ma ha dimostrato di poterlo fare con congruenza ed efficacia, lo accetto.


2.    Tutti questi modelli quando sono codificati nella fase 4 del processo del modellamento [PNL], quando gli schemi brillanti, analitici, classificatori che hai appreso all’Università e nella vita, sono attivati e ora cominci a dare un senso a quello che già fai, quando ciò accade, l’abilità di selezionare il vocabolario che trasferirà i modelli è estremamente importante, ma questo per definizione è una reificazione, stai congelando un processo in qualche punto arbitrario e poi selezioni quello che pensi sia la sequenza di punti sui quali fissare l’attenzione.


Tutti i modelli e tutti i formati in PNL non sono niente di più che istruzioni per l’agente di cambiamento su dove portare la sua attenzione e dove direzionare l’attenzione del cliente.


Ci sono migliaia di modi nei quali posso codificare ognuno di questi modelli.


E come esercizio per quelli che stanno leggendo, prendi il tuo modello preferito e ricodificalo in qualche altro insieme di passi, differenti nel numero, differenti nel contenuto.


Il punto che sto cercando di evidenziare qui è che se il formato, per esempio, richiede al cliente di visualizzare il contesto nel quale vuole cambiare qualcosa e scopri che non è capace di visualizzare, che cosa fai?


Bene, se fingi di conoscere la PNL, passerai ad un altro modello.


Se capisci la PNL, puoi continuare ad usare lo stesso modello, perché capisci che l’intenzione che c’è dietro il passaggio della visualizzazione non è visualizzare, è creare una rappresentazione, allucinata, che non è realmente presente, ma che ha abbastanza valore di realtà che evocherà le risposte che sono tipiche per quella persona quando entra in quel contesto.


Puoi farlo tattilmente, puoi creare un palcoscenico che è interamente tattile senza alcun supporto visivo, che consentirà di percepire le cose e le persone che sono nel contesto e creare quel valore di realtà per il cliente.


C’è certamente un altro modo di farlo, che è un intervento di processo. Prenditi il tempo usando qualcosa di così semplice come la sovrapposizione di sistemi rappresentazionali per far percepire (ad esempio) la tavola (che è presente nel contesto) alla persona e mentre muove velocemente il suo dito lungo la tavola, improvvisamente la tavola apparirà. Quindi usando questa sovrapposizione di sistemi rappresentazionali, puoi in realtà fare un coaching al cliente per avere la scelta di visualizzare.


In entrambi i casi quello che stai dimostrando è che capisci l’intenzione che c’è dietro questo particolare passaggio nel modello o formato e che hai la flessibilità di soddisfarla con qualità in modi diversi."

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